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Filastrocche popolari
Le filastrocche della tradizione popolare regionale
italiana.
Le filastrocche
che non hanno un autore, ma sono il risultato della elaborazione
comune della gente, vengono definite "popolari".
Nell'ambito familiare le persone producevano e recitavano filastrocche,
le nonne le insegnavano ai nipotini,
e così potevano subire anche trasformazioni nelle parole, nel ritmo
o nel contenuto. Una volta venivano recitate in dialetto,
ma oggi i testi dialettali sono stati per lo più
dimenticati e le filastrocche vengono recitate in italiano, con poche
parole ed espressioni in dialetto.
Le filastrocche scandivano i momenti
e le attività della giornata: le donne le recitavano in casa,
mentre cercavano di far addormentare i figli, i contadini
nei campi, i bambini nei cortili mentre giocavano.
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- Giro
giro tondo - Toscana
- La
bomba in mezzo al mare - Piemonte
- Un
giorno - Marche
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Cicerinella
La filastrocca di Cicerinella, qui
nella forma italiana, è nota anche in varie versioni dialettali,
che testimoniano la sua diffusione nella nostra tradizione popolare.
E’ un motivo fresco e giocoso ritmato da un ritornello un
po’ assurdo che canta il piccolo mondo di una contadinella:
un podere, una mula, i compagni di tutti i giorni: il gallo, il
cane, il topo, il gatto…La filastrocca potrebbe continuare
all’infinito.
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C’era una
volta
Questa poesia di Dall’Ongaro
(1808-1873), comincia come una fiaba: “C’era una volta”…
Ma, sotto i toni fiabeschi, sono nascosti i problemi dell’Italia
del Risorgimento: la condizione miserabile della povera gente, che
contrasta con la ricchezza e l’indifferenza del re e della
regina
- C'era
una volta
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